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Il giardino onirico di Alessandro Michele.

“I went into the garden of love and I saw what I never had seen”

Echeggia la prima strofa del poema di Blake all’ingresso del Gucci Garden.

E, come nell’opera del poeta romantico, il giardino immaginato da Alessandro Michele ci riporta verso significati nascosti, alla ricerca di tutti quei codici che hanno reso  unica la maison fiorentina nel corso dei decenni.

 

All’origine c’è Firenze:la bellezza, l’arte,la cultura artigiana e il gusto dei materiali.Ora viene ridisegnata una nuova mappa a partire dalla varietà di questi
racconti.

 

 

 

 

Il Web (la banda dai colori verde/rosso/verde),la staffa, il morsetto, la stampa Flora,Rinascimento    e Leonardo,la doppia G.

E ancora il mocassino, i foulard, la borsa Jackie,la bamboo bag.Parti inconfondibili per il tutto, elementi e accessori che hanno partecipato,in modo straordinario, alla costituzione dell’identità del marchio nel tempo, generando una sequenza infinita di racconti.

Uno di questi è quello di Vittorio Accornero De Testa,colui che ideo’ la stampa oggi a noi nota come “Flora”,uno dei “Paraphernalia” gucciani piu’famosi al mondo.

La doppia G,da generazioni uno dei monogrammi più carismatici, deriva dalle iniziali del suo fondatore, Guccio Gucci. Compare presto su valigie e borse da viaggio per poi trasformarsi in superficie parlante nell’abbigliamento dei primi anni Settanta.

Il marchio è capace di trasformarsi ed è così simbolico da comparire, dalla metà degli anni Ottanta,sulla scena HipHop.

Il ritornello di GucciTime,che recita”lookin’at my Gucci,it’s about that time”viene poco dopo campionato dai Beastie Boys in Time to get III.

Ed è solo una delle molteplici forme in cui la circolazione vertiginosa del brand si manifesta nella cultura pop.

Oggi,le pratiche sovversive di artisti come Travor Andrew sono integrate al vocabolario immaginato da Alessandro Michele.

Un vocabolario che si arricchisce di parola come GUCCIFICATION,nuovo racconto e manifesto del marchio.

 

 

 

 

 

 

“Per me creare vuol dire rigurgitare,stravolgere e assemblare tutto ciò da cui sono stato e sono attraversato”.

A.Michele

 

 

 

 

 

 

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